Ristoranti
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Napoli

La Torre del saracino di Gennaro Esposito: mangerete la mia storia

Indirizzo
Via Torretta, 9 - Loc. Marina d'Equa 80069 Vico Equense
Parola Chiave
Campania, Esposito, Gourmet, Michelin, Napoll, Ristorante, Stellato

“Nel mio mestiere dimenticare le proprie origini è un “peccato mortale”, un gesto di superbia che preclude anche la possibilità di scoperte future.
Ricordiamocelo, ricordatevene.”

La Torre del Saracino due Stelle Michelin dal 2008, meritatissime. Una cucina che non smette mai di innovarsi, sperimentare, ma che allo stesso tempo rimane legatissima alle tradizioni e agli ingredienti del territorio, a partire dalla treccia di bufala orgogliosamente esposta all’ingresso della sala e che ci viene offerta appena ci sediamo.
La location è incantevole, una torre vecchia 1300 anni che svetta dove mare e cielo si incontrano, e dove le pietre antiche convivono con il design in modo gradevolissimo.
Alla Torre del Saracino la parola d’ordine è attenzione a ogni dettaglio, ma come piace a noi: con genuinità e leggerezza. Il maître ci accoglie sulla scalinata e ci invita ad entrare. Da quel momento è stato tutto un susseguirsi di coccole. E’ una meravigliosa giornata, limpida e fredda, e per l’aperitivo scegliamo la torre di vetro che affaccia direttamente sulla spiaggia e sul mare, lì a pochi metri da noi.
Champagne e piccoli assaggi dalla cucina, poi veniamo guidati in sala. La carta del ristornate la potete trovare anche on line, ma il consiglio è quello di lasciare fare allo chef. Noi scegliamo il menù da 7 portate e ci lasciamo andare al piacere.
Iniziamo con Seppia, inchiostro e fegato con pesto di prezzemolo e confit di limone. Triglia in umido, caprino e gnocchi di bietola. Stoccafisso, e patate con spuma di capperi e peperoni cruschi. Pane fresco, grissini e focacce sfornati dalla cucina si susseguono a ogni portata.
Arriva una indimenticabile minestra di pasta mista con crostacei e piccoli pesci di scoglio. 12 tipologie di pasta, tutte con cotture differenti. La mia preferita in assoluto, quasi a pari merito con il piatto successivo: ravioli con provolone del Monaco, pere e tartufo bianco.
I secondi mi hanno stupito meno ma sui dolci torniamo a volare. La piccola pasticceria, il carrello del cioccolato e i dessert: per me Montblanc scomposto, per il mio amore un tiramisù indescrivibile a parole: delizioso da lasciare senza fiato.
Caffè, distillati, i saluti dello Chef ed è già tempo di lasciare, a malincuore, la Torre.
Gennaro Esposito e la sua cucina ci hanno rubato il cuore.

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