Ristoranti
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Torino

Ristorante Santa Polenta

Indirizzo
Via Barbaroux 33/f
Parola Chiave
piemonte, Ristorante, Torino, Vegan, Vegano

Santa Polenta! Modo di dire tipico del torinese e santificazione di un cibo che ha sfamato intere generazioni di piemontesi e non solo.

Questo il nome dell’ottimo ristorante in via Barbaroux che della polenta ha fatto il suo piatto principale e di maggior richiamo. Ci piace perché è attento al territorio e alla stagionalità e perché permette a tutti di trovare un piatto di polenta caldo e goloso, mettendo d’accordo allo stesso tavolo vegani, vegetariani e onnivori.

Al ristorante Santa Polenta però non troviamo una polenta qualsiasi, bensì la polenta di mais ottofile, noto anche come meliga del Re, perché ha tante file di chicchi di mais quante gemme sulla corona del re e ingrediente amatissimo di Vittorio Emanuele II che ne impose la semina in territorio piemontese, ma quasi scomparso dopo la guerra per l’importazione di semi americani, più facili da coltivare e resistenti. La reintroduzione a livello commerciale si deve negli anni ’90 e 2000 a Terra Madre e Slow Food che hanno permesso la creazione di una cooperative e quindi della reintroduzione e tutela di questo seme antico.

Il ristorante Santa Polenta nasce a Febbraio 2015 grazie all’iniziativa di Loredana, Valentina e Luca a cui si aggiunge dopo qualche tempo anche Emanuele. Il menù e gli ingredienti si legano fortemente al territorio. Il mais arriva dalla Cascina delle Grazie a Cornegliano d’Alba, i formaggio vengono comprati da El Formagè in via Garibaldi e la carta dei vini è ampiamente dedicata al territorio delle Langhe, con piccoli produttori come la cantina Cavallotto e Pellissero.

Il menù è tipicamente piemontese; vitello tonnato, battuta al coltello e selvaggina. Cosa potrà mai mangiare un erbivoro?

Nonostante il rispetto per la tradizione il Santa Polenta offre una scelta abbastanza ampia di piatti vegetariani. La polenta, protagonista del locale, è totalmente VEGANA. Nella preparazione non viene utilizzato il burro, ma solo olio d’oliva, così da renderla davvero adatta a tutti. La trovate sempre nella versione con la ratatouille (vegana) o concia (vegetariana), ma se avete la fortuna di provarla ai funghi non rimarrete delusi! Il resto del menù non è particolarmente vegetariano, ma permette di ordinare antipasti e formaggi. Per non morire mai di fame! La giardiniera, antipasto tipico da non perdere, viene servita con tonno e uova aggiunte al momento, perciò potete chiedere di non farvele aggiungere. E la ricetta della giardiniera è vecchia di tre generazioni, direttamente dalle pro-zie di Luca.

Il menù è sicuramente più ricco per i miei amici carnivori che potranno spaziare tra polente varie (salsiccia, cervo, cinghiale, ma anche al baccalà) e numerosi antipasti e secondi. Da menzionare la presenza nel menù della Vicciola, carne selezionata ottenuta crescendo i vitelli con un’alimentazione integrata a nocciole. Un’eccellenza piemontese che vi raccontiamo qui!

Inoltre il menù segue la stagionalità degli ingredienti; ora è tempo di funghi, tra poco arriveranno i carciofi e più in là chissà che sorprese ci riserveranno.

Polenta al baccalà, polenta concia e la polenta con la ratatouille. Ma se siete in stagione di funghi non potete farci sfuggire i funghi fritti. O il millefoglie di carne e funghi.

Per dolce: Tarte Tatin, Bunet e Zabaione che potete scegliere di provare in numerose inebrianti varianti: piemontese, preparato con il Moscato, toscano, con il Vin Santo, spagnolo, con il Madera e siciliano, preparato con il Marsala. Ad ognuno il suo!

 

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