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Taste of Roma 2018

Dal 20 al 23 settembre ai Giardini Pensili di Auditorium Parco della Musica, torna Taste of Roma.

Giunto alla sua settima edizione, si conferma l’evento che più di ogni altro celebra l’alta cucina della Capitale e i suoi protagonisti: «una grande festa dove gourmet e amanti della buona cucina siedono alla stessa tavola per condividere la loro passione per il cibo».
Taste of Roma è l’unico evento dove poter “assaggiare” i grandi Chef.
Il rapporto tra Roma e la manifestazione vanta da sempre un feeling speciale, l’atmosfera che si crea di anno in anno si fa sempre più magica, merito anche, dell’ormai storica location dove, per la prima volta, verranno allestite le 18 cucine, tre in più rispetto allo scorso anno.

Il tema di questa edizione è l’ “arte”. Questa ha influenzato filosofia e piatti dei Chef presenti in questa edizione.

Ecco l’intervista fatta allo Chef  Riccardo Di Giacinto del Ristorante All’Oro.

Qual è la tua filosofia di cucina?

Il Ristorante All’Oro si è sempre contraddistinto per la sua filosofia di cucina tradizional – contemporanea, quindi una cucina creativa radicata ai sapori della tradizione, dove dei grandi classici della cucina italiana vengono interpretati dallo Chef Riccardo Di Giacinto in chiave contemporanea. Tant’è che il motto per eccellenza dello Chef è “Per andare avanti faccio sempre un passo indietro”, un passo indietro quindi nella tradizione.
Tutto rigorosamente fatto in casa, dal pane ai grissini, alle molteplici paste e sfoglie, ai dolci, giocando con tecniche moderne ma rispettando quelli che sono i sapori “veri” della tradizione italiana.

Qual è stata la tua prima creazione?

“Il Rocher di Coda Alla Vaccinara con Gelée Di Sedano” è tra le prime creazioni dello Chef Di Giacinto. Un piatto entrato in menù già nel primo All’Oro, in via Eleonora Duse, e ancora oggi proposto tra i “classici” di All’Oro. Il “Rocher” è infatti uno dei piatti simbolo della cucina di Riccardo Di Giacinto: allegro, dal gusto intenso e che gioca a confondere la vista ma non il palato.
Il nome del piatto riprende la pralina sferica ripiena perché il suo aspetto lo rievoca ma il gusto è quello di una tradizionale coda alla vaccinara riprendendo gli ingredienti dimenticati delle ricette più antiche come sedano, pinoli, cacao e spezie. Così i grandi classici della cucina italiana vengono interpretati dallo Chef in chiave contemporanea.

Quale opera artistica della città di Roma influenza la tua cucina?

Non c’è un’opera specifica che influenza direttamente la mia cucina. Ma girando anche solo per i miei ristoranti in giro per Roma di certo non mancano le ispirazioni: da All’Oro che si trova in un palazzetto liberty dei primi del 900 e arredato da opere d’arte contemporanea che cambiano ciclicamente; Madre che invece affaccia sulla chiesa dell’Angelicum e ad un passo dai Mercati di Traiano e infine Madeiterraneo e Up, il ristorante e il bar all’interno di Rinascente Tritone, dalla cui terrazze si può ammirare un mare di storia e bellezza.

In che modo l’arte influenza la tua vita?

Ogni giorno quando mi affaccio dalla terrazza di casa ho la fortuna di vedere il cupolone e forse è stato proprio questo ad ispirare il “Tiramisù di All’Oro”.

Raccontaci il tuo #piattodautore.

Tiramisù All’Oro, una delle prime creazioni dello chef, nonché cavallo di battaglia. Ritroviamo tutti gli ingredienti del classico dolce ma elaborati e presentati in chiave diversa. Il Tiramisù infatti è racchiuso in una cupola di meringa conferendogli la croccantezza che il classico tiramisù non ha. Tutti gli elementi sono all’interno della cupola: al posto del biscotto c’è un pan di spagna classico bagnato al caffè e lo stesso viene ricoperto dalla crema al mascarpone. Infine, per guarnire, al posto della classica spolverata di cacao, troviamo una cialda di cioccolato fondente stemperato.

Vi aspettiamo al https://www.tasteofroma.it/

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